Alicante premia i viaggiatori che rallentano il passo. È una provincia dove la costa mediterranea e le montagne dell'interno si trovano a poca distanza, così un breve soggiorno può passare dai borghi bianchi appollaiati su creste calcaree ai campi di riso e alle lagune salate senza mai sembrare frettoloso. Qui il ritmo è sempre stato tranquillo: paesi di pescatori che ancora rammendano le reti al mattino, piazze del mercato che si svuotano nelle ore più calde del giorno, e borghi collinari costruiti per l'ombra più che per la velocità.
La città di Alicante si trova al centro di tutto questo, con il suo quartiere antico che sale verso il Castello di Santa Bárbara, sopra il porto. Sotto le mura del castello, il Barrio de Santa Cruz è un labirinto di vicoli stretti e balconi fioriti, da esplorare a piedi senza un itinerario fisso. Da qui, la provincia si estende in due direzioni: verso sud, in direzione di Elche, nota per le sue vaste palmete, e verso nord, verso la Marina Alta, dove il terreno si piega in vette più aspre.
È in quel tratto settentrionale che si concentrano i borghi bianchi di Alicante. Guadalest è ben conosciuto, con le sue case ammassate sotto un castello in rovina e viste su un bacino turchese, ma centri più piccoli come Tàrbena mantengono lo stesso ritmo senza le folle. Muri imbiancati a calce, tetti in tegole e strade in pietra in salita sono una costante, costruiti per restare freschi durante le lunghe estati. Sopra i borghi, antichi sentieri salgono verso eremi e santuari in cima alle colline, ancora percorsi ogni anno da processioni locali che portano un santo o una Vergine dalla valle fino alla sua cappella.
Sulla costa, Villajoyosa merita una sosta tutta sua: un porto di pescatori ancora attivo, con case dipinte in blu intenso, ocra e rosa. Nelle vicinanze, Altea ha un centro storico imbiancato a calce, dominato da una chiesa con la cupola blu, amata dai pittori per la sua luce. Più a nord, Xàbia e Dénia mantengono un ritmo più pacato rispetto alle località turistiche più grandi, con mercati del pesce, antiche saline e vedute che, nelle giornate limpide, arrivano fino all'isola di Ibiza.
Il cibo e il vino di Alicante seguono la stessa logica senza fretta. La regione vinicola DO Alicante coltiva il Monastrell per vini rossi intensi e scuri e il Moscatel per bianchi dolci e aromatici, in gran parte ancora prodotti in piccole tenute familiari sulle colline intorno a Pinoso e Villena. Il riso è l'altra costante: l'arroz a banda, cotto nel brodo di pesce e servito separatamente dai frutti di mare, e l'arroz del senyoret, lo stesso piatto ma già sgusciato per un pasto senza pensieri. Nell'entroterra, la città di Xixona produce da secoli il turrón, il torrone di mandorle e miele, e i suoi laboratori restano ancora piccoli e a gestione familiare. Le sagre gastronomiche locali scandiscono il calendario durante tutto l'anno, dalle fioriture dei mandorli in primavera sulle colline alle vendemmie d'autunno.
Nell'entroterra, la Sierra de Aitana si innalza sopra i vigneti, con la sua cresta visibile da gran parte della provincia nelle giornate limpide. I borghi ai suoi piedi, come Sella e Confrides, custodiscono frutteti di ciliegi e mandorli e offrono sentieri che collegano un borgo all'altro attraverso colline terrazzate. Questa è l'Alicante che raramente compare negli opuscoli da spiaggia: più tranquilla, più alta, scandita dalle stagioni piuttosto che dal calendario turistico.
Pochi giorni bastano per farsi un'idea vera della regione: una giornata nella città di Alicante, uno o due giorni tra i borghi bianchi dell'interno, e una giornata sulla costa tra Villajoyosa e Dénia. Soggiorni più lunghi permettono deviazioni più lente: la visita a una tenuta vinicola vicino a Pinoso, una camminata nella Sierra de Aitana, o semplicemente una mattina passata senza far nulla in una piazza di paese mentre il borgo si sveglia. Alicante non ha bisogno di essere visitata di corsa per essere capita: se mai, chiede l'esatto contrario.