Centerbe
Un focoso liquore verde alle erbe di Tocco da Casauria, imbottigliato a circa 70%
- Alcolico

- Nome locale
- Centerbe (Centerba)
- Servito
- Liscio, bicchierino, come digestivo
- Da provare in
- Una trattoria abruzzese dopo cena
- Si abbina a
- Pasti a base di carne ricchi
Cos'è
Il Centerbe è un liquore erbaceo di straordinaria forza, originario della piccola città di Tocco da Casauria, in provincia di Pescara, Abruzzo. Il nome rimanda alla sua composizione: cento erbe indica appunto le cento erbe, e si dice che la ricetta tradizionale impieghi circa un centinaio di piante selvatiche di montagna. Non è una bevanda da sorseggiare con leggerezza, ma un elisir potente, di colore verde intenso e dall'aroma deciso, con un finale amaro e pungente che persiste a lungo in bocca.
La caratteristica che definisce il Centerbe è la sua gradazione. Mentre la maggior parte dei liquori erbacei si colloca tra il 25 e il 40 per cento di volume alcolico, la versione forte (forte) di Tocco da Casauria arriva a circa il 70 per cento, rendendolo uno dei distillati più potenti della tradizione italiana. Si beve in piccolissime quantità, in un bicchierino, puro e sorseggiato lentamente, oppure diluito con acqua o aggiunto al caffè per ammorbidirne l'asprezza.
L'alchimia di Tocco da Casauria
Infusioni erbacee di questo tipo venivano preparate da tempo nelle case abruzzesi. Nel 1817 Beniamino Toro, farmacista di Tocco da Casauria, iniziò a produrre commercialmente la ricetta di famiglia con il nome Centerba Toro. La ricetta resta un segreto gelosamente custodito dall'azienda di famiglia Toro, che ancora oggi produce il liquore nella cittadina, mentre versioni casalinghe e altre versioni commerciali si trovano in tutto l'Abruzzo.
Le erbe vengono raccolte sui pendii delle montagne della Maiella e del Morrone. La Maiella, la cui vetta più alta, il Monte Amaro, è la seconda cima più alta dell'Appennino, si trova nel cuore del Parco Nazionale della Majella, un paesaggio di altopiani calcarei e terreni impervi dove le piante selvatiche prosperano. Le ricette comprendono piante aromatiche come menta, salvia, timo, rosmarino, maggiorana e camomilla, che conferiscono al liquore il suo colore verde brillante e il suo gusto complesso.
La bevanda nacque come preparazione farmaceutica e fu a lungo conservata come rimedio casalingo contro il freddo degli inverni di montagna. Oggi serve principalmente come digestivo, da prendere dopo un pasto abbondante.
Come si produce
La produzione del Centerbe si basa sulla qualità delle erbe e sulla pazienza di chi lo prepara. Le erbe vengono raccolte a mano, spesso in momenti precisi dell'anno. Nel metodo Toro subiscono una lenta infusione a freddo nell'alcol prima della distillazione; le versioni casalinghe si limitano a macerare le erbe in alcol forte per circa un mese, per poi filtrare il liquido e addolcirlo con sciroppo di zucchero.
Il risultato è visivamente notevole e dal sapore intenso. Il colore verde deriva tradizionalmente dalle erbe stesse. Il gusto è dominato da una marcata nota mentolata e da un amaro profondo, con sentori di spezie e fiori sullo sfondo. Esiste una versione più leggera per chi trova la gradazione tradizionale troppo intensa, ma è il forte ad alta gradazione alcolica a restare il più celebrato.
Curiosità
- Una forza formidabile. Con circa il 70 per cento di alcol, la versione forte del Centerbe è di gran lunga più potente della maggior parte dei liquori e di molti distillati.
- Erbe dall'alta montagna. Le piante provengono dai pendii della Maiella e del Morrone, nelle montagne dell'Abruzzo centrale.
- Una ricetta di due secoli. La famiglia Toro produce il suo Centerba dal 1817 e mantiene segreta la ricetta esatta.
- Origini farmaceutiche. Come molti liquori erbacei italiani, è nato come preparazione da farmacista prima di diventare un digestivo.
- Un passato da cocktail. Il Centerbe compare nei libri di cocktail dei primi del Novecento, in bevande miscelate come il Green Devil.
Dove assaggiarlo
Il luogo naturale per assaggiare il Centerbe è Tocco da Casauria stessa, oppure una tradizionale trattoria abruzzese, dove viene spesso offerto a fine pasto. Non è ampiamente esportato e compare raramente nei menu fuori regione, anche se si possono trovare bottiglie nei negozi di specialità italiane.
Si serve tipicamente in un bicchierino dopo un pasto a base di carni saporite, come agnello o selvaggina, puro per un finale rapido e potente oppure ammorbidito con un goccio d'acqua o in un caffè caldo. Sorseggiato lentamente, le sue note erbacee si rivelano gradualmente, una chiusura adatta alla cucina saporita e sostanziosa delle montagne d'Abruzzo.
Dove assaggiarlo
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Degustazione vini1 destinazioneAbruzzo
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